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sommario





Il minuto di silenzio a Parigi davanti al Carillon



pubblicato da
PORRETTI Maria Grazia
(A050 - MATERIE LETTERARIE) 
11/01/2016 13:38:21

I=Innocenze S=Stroncate I=Ideologie S=Sbagliate

L’attacco terroristico avvenuto in Francia ha lasciato tutti noi senza parole, di questo ne abbiamo discusso in classe e abbiamo raccolto riflessioni davvero molto interessanti e particolari che ci hanno consentito di comprendere i vari punti di vista su questa spiacevole vicenda.
E’ emerso che ciò che sta accadendo non si può definire una guerra religiosa, ma un conflitto causato dallo sfruttamento e dal controllo del petrolio, una risorsa che, a quanto pare, vale più della vita di migliaia di persone e ci dimostra e ci conferma che, alla base di ogni guerra, vi è sempre il denaro. La religione, infatti, non dovrebbe alimentare la violenza ma l’Isis sostiene di combattere in nome di Dio andando contro gli insegnamenti che essa ci vuol trasmettere e interpretando il Corano in modo errato, secondo i propri interessi. Quindi non bisogna confondere l’Islam con L’Isis, in quanto sono due cose ben diverse.
Nonostante le numerose vicende accadute alcuni paesi, però, continuano a fornire le armi a questa organizzazione alimentando un commercio di morte e dimostrando di essere indifferenti a quanto accade nel mondo. La Russia quindi, in parte, ha agito bene, poiché è riuscita ad ostacolare i loro interessi, al contrario dell’America che non dovrebbe sostenere tali comportamenti.
Molti stati europei, inoltre, hanno deciso di creare una sorta di coalizione per fermare l’Isis, escludendo a priori la strada del dialogo per tentare una via alternativa alla violenza e hanno proceduto subito con i primi bombardamenti.
Va considerato che anche gli islamisti hanno delle ragioni, non condivisibili, per manifestare tale violenza: la Francia ha bombardato i loro territori per motivazioni differenti senza avere alcuna pietà, facendo strage di persone innocenti. Non ci sono, quindi, vittime di serie A e di serie B, ma siamo tutti uguali.
Quindi questo evento, forse, vorrebbe rappresentare una sorta di vendetta da parte di un popolo che ha subìto finora tante violenze che, comunque, non può essere giustificata ma che vuol rispondere con altrettanta ferocia. Abitando, però, in territori molto poveri e non avendo libertà di parola, l’unico modo per farsi sentire è proprio l’attentato terroristico, anche a costo di rimetterci la vita.

Purtroppo questi gravi eventi vengono sfruttati in modo esponenziale dal giornalismo, soprattutto televisivo, che fa di essi un business e un forte motivo di guadagno.
La soluzione più immediata e concreta per fermare questa organizzazione sarebbe quella di tagliare tutte le fonti di finanziamento all’Isis e punire chi fornisce le armi, ma ciò non potrà mai avvenire in quanto ne risentirebbero i solidi interessi economici esistenti tra gli stati. Bisognerebbe, forse, prendersela con chi governa e occupa i vertici del potere e non con le persone innocenti che, purtroppo, perdono la vita o ne restano segnate da questi episodi.

Gli alunni della 3 A Meccanica







Dallo Stade de France alla sala concerti Bataclan.



pubblicato da
PORRETTI Maria Grazia
(A050 - MATERIE LETTERARIE) 
11/01/2016 13:24:49

Attentato a Parigi

Gli attentati terroristici, avvenuti il 13 novembre 2015 nel centro di Parigi, hanno messo sotto scacco la Francia e l'intera Europa. I terroristi, appartenenti allo Stato Islamico, hanno agito in sette luoghi differenti della capitale, prendendo come bersaglio, perlopiù, luoghi non protetti dalle forze dell'ordine.
L'attacco è partito nei pressi dello "Stade de France" mentre si disputava l'amichevole di calcio Francia - Germania e alla quale stava assistendo lo stesso premier francese François Hollande.
Successivamente gli uomini dell'ISIS hanno colpito alcuni spazi di ritrovo, come ristoranti e il teatro "Bataclan". In quest'ultimo luogo, nel quale si stava svolgendo un concerto rock, a cui stavano partecipando circa 1500 persone, la carneficina ha avuto il suo picco massimo: quattro uomini armati di AK-47 hanno aperto il fuoco sulla folla inerme, uccidendo un centinaio di persone. Di questi quattro attentatori tre sono riusciti a fuggire, mentre l'ultimo è stato freddato dalle teste di cuoio.
Il bilancio totale dell'attentato è di 129 morti e 352 feriti. Questo atto terroristico è l'evidente dimostrazione che l'Europa non è capace, o non appare interessata, a fermare le innumerevoli carneficine del "sedicente califfato", convinta che la soluzione più corretta sia quella di bombardare a tappeto la Siria e uccidere centinaia di civili.
Inoltre la Francia, nonostante sia stata oggetto di un altro precedente e drammatico attentato, sempre a Parigi, all’inizio del 2015, a danno della testata giornalistica satirica "Charlie Hebdo", si è ritrovata con le mani legate, non riuscendo a sventare l'attacco prima che manifestasse.
Se è accaduta questa tragedia pensiamo che anche l'Europa abbia le sue responsabilità, poiché avrebbe dovuto controllare adeguatamente il flusso di immigrati, come vi è stata superficialità da parte dell’Interpol che avrebbe dovuto svolgere un attento lavoro di identificazione e ricerca dei terroristi e non avrebbe dovuto “abbassare la guardia”.

Gli alunni della 4^A Meccanica




 

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