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sommario





SICUREZZA A SCUOLA



pubblicato da
CORBO Antonio
(C270 - LABORATORIO DI ELETTROTECNICA) 
13/12/2014 16:37:24

GLI ALUNNI SENTINELLE DELLA SICUREZZA A SCUOLA

“Buona, motivata e costruttiva” la partecipazione della rappresentanza studentesca della Sicurezza (n.1 alunno per classe dell’intero Istituto Scolastico I.I.S. “Einstein-De Lorenzo”) in tema di sicurezza e salute negli ambienti di vita, di studio e di lavoro lo si è riscontrato stamane come bella esperienza formativa, di valida ricaduta culturale sulle competenze in fieri, presso il Teatro Piccolo Principe del capoluogo per assistere ad uno spettacolo dal titolo “La sposa di Bucaletto” dove, attraverso la recitazione, l’Ufficio Scolastico Regionale Basilicata (L’Ufficio Tecnico di Coordinamento Regionale per la Sicurezza nelle Istituzioni Scolastiche - istituito con Decreto del Direttore Generale Franco Inglese n.5577 A/29 del 02.11.2004 nato con l’obiettivo di contribuire alla diffusione della cultura della prevenzione ed alla soluzione delle numerose problematiche legate alla salute e sicurezza nelle scuole. In questi anni l’U.T.S. diretto egregiamente dall’Ing. Pasquale Francesco Costante è diventato punto di riferimento, di indirizzo e di aggiornamento per tutti i Dirigenti Scolastici, gli organi di vigilanza, gli istituti specializzati e gli operatori del settore ) mira a promuovere contenuti inerenti alla materia della prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Già da lunedì prossimo 15 dicembre 2014 gli allievi relazioneranno per iscritto la loro esperienza in modo da condividerla con i compagni di classe, alla prima occasione utile (durante i cambi dell’ora, in assenza del docente, oppure nell’assemblea di classe, etc.). I lavori che saranno elaborati dai nostri studenti (attraverso il teatro visto come “gioco”, come socializzazione e spunto di discussione-riflessione sulle diverse problematiche di grande spessore sociale vedi la sicurezza sui posti di lavoro) riguarderà le seguenti tematiche:
(1) Il pericolo sul lavoro: capire la sicurezza e trasmettere l’esperienza.
(2) Riflettere sulla sicurezza nella Scuola: forme di prevenzione, intesa come ambiente di vita, di studio e di lavoro.
(3) sviluppo della cultura della prevenzione nei giovani (lavoratori e datori di lavoro di domani).
Quelli meritevoli, previa verifica di un docente del Consiglio di Classe (scelto a rotazione tra i componenti delle varie discipline) conseguiranno il punto di merito previsto dal Progetto “Voglio crescere in una scuola Amica”, assegnato dall’insegnante che ha valutato la relazione.
L’annotazione sarà inserita sul registro di classe, nella colonna di pertinenza del Dirigente Scolastico e la relazione sarà fatta recapitare al Prof. Montesano Pietro, Responsabile della Sicurezza che ha pubblicato sia sul sito della scuola che sul diario degli studenti alla pagina 195 il manuale della sicurezza nella scuola, destinato a tutto il personale dell’Istituto di Istruzione Superiore “Einstein - De
Lorenzo” di Potenza contenente alcune informazioni sulle norme di prevenzione, di emergenza e di
sicurezza, alle quali tutti e sottolineo tutti devono attenersi, nel rispetto di quanto disposto dalla normativa in materia per garantire la salute di tutti coloro che, a vario titolo operano nell’Istituto.
Il manuale Informazione e formazione del personale docente e non docente, degli studenti e dei genitori (artt. 36 e 37 del D.Lgs. 81/2008) fornisce altresì suggerimenti per una corretta gestione degli impianti, degli apparecchi e delle attrezzature normalmente presenti negli ambienti scolastici.
Nella convinzione che il rispetto delle norme di sicurezza consenta di migliorare anche la qualità del lavoro, si ricorda che la non osservanza delle stesse può comportare sanzioni penali.









pubblicato da
CORBO Antonio
(C270 - LABORATORIO DI ELETTROTECNICA) 
21/11/2014 23:11:54

Peace Keepers

IL 18 e 19 Novembre si è svolto presso il Museo Archeologico Provinciale di Potenza, la campagna-progetto “Le scuole per la pace“, per l’anno scolastico 2014/15, organizzata ed a cura della “Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata” di Santarcangelo.
Una visita guidata ad un’istallazione video multimediale dal titolo “Peece Keeper” e ad una mostra fotografica di 32 opere, realizzati entrambi dal rifugiato videomaker afgano Mustafa Kia, insieme ad altri rifugiati di Città della Pace. Vi hanno partecipato le nostre classi prime e seconde; studenti e docenti del nostro Istituto si sono accostati maggiormente, a quei valori d’accoglienza e di solidarietà, che sono stati trasmessi attraverso i messaggi contenuti nelle opere.
La Città della Pace per i bambini in Basilicata nasce da un’idea di Betty Williams, premio Nobel per la pace 1976 che, nel 2003 durante la mobilitazione popolare in risposta al progetto di localizzare un deposito di materiale radioattivo in Basilicata a Scanzano Jonico, intervenne a sostegno di un utilizzo alternativo di questo territorio. Come suggerito dal World Center for Compassion of Children International (WCCCI) di Betty Williams, la Città è intesa come “un tempo ed uno spazio per l’educazione alla Pace ed alla formazione d’eccellenza” non solo un’area di sicurezza per i bambini e le loro famiglie provenienti da nazioni colpite da conflitti armati. Grazie all’attività di promozione svolta dal WCCC insieme alla Regione Basilicata il progetto è stato presentato a Roma presso il Summit dei Nobel per la Pace il 13 dicembre 2007 e quest’anno a Roma il prossimo 12 dicembre 2014.
Il videomaker Mustafa Kia autore della mostra ci ha raccontato la sua storia: senza documenti e con accento Iraniano, scambiato per una spia, gli vietano di iscriversi all’ università. Così si ritrova ad essere perseguitato e in cerca di rifugio. Sì, rifugiato nel suo stesso paese!
Fa il volontario per una compagnia cinematografica, dove, a tempo pieno, è incaricato di qualsiasi cosa, naturalmente senza stipendio, per più di due anni. A quel punto diventa collaboratore con la NBC di Teheran, ma viene subito espulso dalla Tv Afghana perché considerato Iraniano. Inizia a vendere libri, legge sempre più e si appassiona a vari temi, tra cui la politica e la società. Riesce ad iscriversi e a laurearsi alla Facoltà di Scienze Politiche di Kabul, entra in una compagnia multimediale in cui, doppiando i film di Hollywood, scopre la grande possibilità di comunicazione che si può avere e, con solo una telecamera amatoriale e pochi spicci in tasca, decide di girare il suo documentario per descrivere la vita nel Paese. Segue una famiglia di tossicodipendenti che vive ai bordi della capitale e gira un documentario. Dopo aver collaborato per un po’ di tempo con Channel 4 Uk, ne gira un altro affrontando il tema della violenza sulle donne.
Inizia a farsi conoscere e gli viene chiesto di lavorare per il Governo, ma, contrariato dalla politica attuata, rifiuta e collabora con varie ONG per la difesa dei diritti umani.
Nel 2011 decide di trattare l’argomento principale della sua “campagna politica” in modo trasversale, intervistando tre fra le donne più famose del suo Paese (il Ministro per la Salute Pubblica, la più importante attivista per i diritti delle donne e un membro del Parlamento), facendo raccontare la loro storia e dimostrando che non per forza tutte le donne che subiscono violenza e sono segregate ed escluse dalla società devono rimanere nel buio: al contrario, senza la donna, la Democrazia è nulla e tutte le donne vanno incoraggiate a prendere un libro in mano, iniziare a leggere e ad interessarsi, andare a scuola e crearsi una cultura, ma soprattutto a sensibilizzare le altre, perché “se si è unite ce la si può fare!” proprio come le personalità intervistate da Mustafa!
Viene invitato ad Harvard, ma non riesce ad ottenere il visto per gli USA, così è costretto a provare in un altro paese, e, fra le varie scelte, decide di catapultarsi proprio qui, in Italia, dove riuscendo a ottenere un visto per asilo politico provvisorio, giunge a Bologna e chiede aiuto alla Croce Rossa, che lo “ospita” in un campo con altre centinaia di rifugiati, in condizioni precarie.
Documentandomi ho scoperto che ha vinto vari premi di importanti Festival in giro per il mondo e nel suo Paese è molto famoso. Allora mi chiedo come mai, con tutti i suoi problemi, debba interessarsi anche a quelli che non lo riguardano da vicino?
Alla domanda: “che cosa sogni?” ci ha risposto in una piacevole serata in un ristorante potentino: “Quando sei un rifugiato, la prima cosa è aprire le braccia e il cuore alla gente che ti circonda e ti ospita, e, se lo fai tu, altri lo faranno e poi altri ancora, così ci sarà più rispetto anche per gli altri. Vorrei che la gente credesse nell’essere umano e nell’umanità, bisogna collaborare tutti insieme per creare un mondo di pace”.
Alla fine voglio solo ringraziare l’amico Mustafa, Carolina, Stefania, la futura “avvocatessa”, la professoressa Sara Coriglione, il Team dell’Istituto, la Preside e la Vicepreside del nostro Istituto per avermi regalato l’ emozione e la speranza di credere che nel mondo esista gente che nonostante tutto non si ferma, e continua a lottare per un ideale superiore, che crede giusto, e.... che si può... veramente cambiare il mondo.




 

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